La furia di Sigfrido per il furto subito è incontenibile, la rabbia del lupo ribolle in lui e nulla può fermarlo dal compiere la sua terribile vendetta. Nonistante gli altri cerchino di fermarlo, è completamente risoluto e finisce per trascinare con sè anche gli altri. Velocemente tornano all’accampamento a Ponte Alto, e senza alcuna pietà o rimorso attaccano tutti i presenti uccidendoli tutti in breve tempo. Purtroppo non tutti i presenti della notte scorsa erano presenti all’ accampamento, e con loro mancano la maggior parte degli oggetti rubati. Tutto l’accampamento viene quindi perlustrato, ma ben poco è il bottino di soli 10 talleri. Solo Levass trova alcuni oggetti insoliti, una candela nera ed una boccetta di un odore e sapore sconosciuto. Poi, tutto viene dato alle fiamme. Nulla rimane dell’accampamento, a parte una testa che Sigfrido porta nascosta con sè….
Al MAniero Argun di ritorno da Jakaar si ferma nuovamente da Bauta, l’Orchessa Fabbro che ha stabilito un piccolo campo lungo la strada per il Maniero. Nota con piacere l’abilità nel forgiare armi e tenta, inutilmente, di trasferirsi al maniero, esagerando e increnando anzi quel poco di rapporto che si era creato. Decide quindi di lasciargli una delle sue migliori frecce, chissà mai che cambi idea….
Arrivano finalmente al posto di guardia un emissario del Sindaco insieme a 4 monaci della Chiesa di Prios per trasportare il corpo del Negromante. Mentre si prepara il trasporto, dall’altro lato della piazza alcune persone vengono attaccate da bestie inferocite. Leogai subito, e Don Agostino dopo, si lanciano all’attacco, riuscendo ad uccidere le bestie ma purtroppo non riuscendo a salvare tutte le persone coinvolte, alcune delle quali vengono uccise altre rapite dalle bestie. Una nuova ondata di bestie si lancia all’attacco dei personaggi, che decidono allora di ripiegare verso il posto di guardia.
Sigfrido e i tre barbari suoi amici, Liofenkatra , Tienireriing e Levass partono per Karvosti. Giunti all’altezza di Ponte Alto scorgono dall’altra parte del fiume alcune persone accampate. Vengono accolte e invitate a mangiare insieme. Purtroppo non passa molto prima che si rendano conto di essere caduti in un tranello : il cibo è indubbiamente drogato e tutti stanno facilmente perdendo le forze. Nonostante tutto tutti e quattro si impegnano in un cruento combattimento, in cui avrebbero anche dovuto avere la meglio, ma una ignota forza blocca e indebolisce ad uno ad uno i personaggi, fino a quando tutti vengono catturati e addormentati. Il risveglio non è dei più felici, ma tutto sommato poteva andare meglio…. sono vicino alla rupe di Karvosti, segno che gli assalotori volevano evitare di lasciarli incustoditi nella foresta ma piuttosto che fossero ritrovati ed aiutati. Inoltre hanno lasciato loro tutte le armature ed armi, portando via però tutto il resto, oggetti, monete, e qualsiasi altra cosa non necessaria per la sopravvivenza nella foresta.
Il carico di legna arriva indenne, nonostante qualche attacco da parte di predatori della foresta lungo il tragitto, ben segnalate da Foras che lascia anche alcune trappole, fino a Jakaar dove viene preso in consegna da Atherios. Tutti rientrano quindi al maniero, riportando indietro carichi miste di provviste.
A Forte Cardo si susseguono eventi incredibili !! I personaggi vengono contattati da una misteriosa donna, che vuole arruolarli per un compito estremamente difficile e pericoloso, a qualunque prezzo. L’incontro è interrotto dal caos provocato in città dall’arrivo al cancello nord di due stregoni a cavallo di enormi Colossi. Il comandante delle guardie esce e parla con loro, attenderanno fuori dalla città tra gli alberi della foresta, chissà cosa si sono detti e quali erano le loro richieste!
Poco dopo il pozzo parla!! UNa immensa voragine si apre all’interno della cittadina inghiottendo un intero quartiere nell’area nord-ovest. Immediatamente ci si rende conto della gravità della situazione, e mentre Don Agostino e Leogai rimangono a controllare il corpo del negromante, ritenuto forse la causa di tutti, Gaileo ed Alcatrax corrono a verificare la situazione.
La comunità di goblin al Maniero si allegrga con l’arrivo di un altro piccolo gruppo. La morte del capoclan rimane però un problema, e Fenya non è disposta a prendrne la guida. Saranno loro stessi ad eleggere il loro capoclan, mentre Fenya addestra uno dei nuovi arrivati come suo apprendista. Intanto Argun fà sue alcune arnie dei calabroni del Davokar, cercando per il momento di sistemarle all’interno del maniero, maggiormente protette e facilmente raggiungibili.
Sigfrido si accorda con gli altri tre apparteneti al Clan Ulfir di incontrarsi sotto la grande quercia fuori Jakaar tra una settimana per partire per Karvosti.
Appartiene al Clan Odaiova, e vive nel viollaggio sotto la O di Odaiova. Uomo ormai un po’ avanti con gli anni. Alleva bellissimi e grandi cervi per tutto il clan.